.
descrizione
L’innovazione è un fondamentale strumento abilitante senza il quale la società moderna non sarebbe in grado di costruire un'idea di progresso. Innovazione e progresso, innovazione e riforme, innovazione e sviluppo sociale, sono facce di una stessa medaglia.

Vai all'home page di Pubblica amministrazione e Innovazione
agenda
membri 126
loading...
loading...
loading...
loading...
loading...
cerca

feed di Innovazione tecnologica Feed RSS

post

Un Paese digitale.... sulla carta?

contributo inviato da pzocchi il 5 febbraio 2009


 
Non c'è dubbio, il piano per l'innovazione del Ministro Brunetta (lo si trova sul sito www.funzionepubblica.it) è piuttosto ben fatto. E' anche onesto, visto che dei 1380 milioni di euro che ritiene necessario al raggiungimento dei propri scopi, vede la disponibilità di soli 248 (compresi i fondi del programma ELISA; unica cosa del precedente Governo che si rimette in circolo....). Ed è anche molto rigoroso nei suoi obiettivi, nel modo di rappresentare le azioni (magari con un uso eccessivo e un po' sospetto dei diagrammi di Gantt), nella certezza un po' giacobina dei risultati da conseguire.
L'apprezzamento delle associazioni confidustriali, Assinform in primis, mostra che le imprese del settore ICT attendevano con ansia un segnale; segnale che è arrivato, ma che forse deve essere un po' digerito, data l'abbondanza dei temi trattati.
A qualcuno potrà sembrare un libro dei sogni: in parte lo è davvero. Molte cose mancano, anche questo è vero: nessun accenno allo sviluppo del cloud computing, poco sui formati, scarsi i riferimenti alla necessità di un sistema di venture capital sul modello di quello che negli USA ha dato impulso a Silicon Valley e alle imprese dell'area attorno all'MIT. Più convincente lo spazio strategico che potrebbe essere dato al project financing (e su questo dice molto Andrea Gumina nel numero di ieri di Nova-Sole 24 Ore).
E' dunque utile che, fin da subito, si apra un dibattito serrato all'interno del PD sul piano di Brunetta: questo anche perchè sino ad oggi nè il Governo nè l'opposizione hanno dimostrato di interessarsi in modo sufficiente all'argomento. E' ora che lo si faccia da entrambe le parti.
 
 
Nel 2006, prima della vittoria elettorale, l'Osservatorio ICT produsse un Masterplan che, in qualche modo, aveva caratteristiche simili al piano di Brunetta; era il 3 Marzo. Qualche settimana dopo fu presentato il programma elettorale dell'Unione dove del masterplan e dei suoi contenuti non c'era traccia. Fu un errore.
Non si tratta però di andare ad analizzare le vicende del passato: questo Paese ha bisogno di una grande iniezione di modernizzazione e noi staremo molto attenti a come il Piano del Governo, apprezzabile sulla carta, sarà poi realizzato nei fatti. Cominciamo da subito.

commenti:


commento di   xiaoyu123 inviato il 30 dicembre 2010
Most people say that wearing a Chopard is quite irritating, but this statement does not apply to others. It is very convenient to know the time when one is wearing a Chopard Watches . Finally, a person's social status may be established by just looking at one's Replica Chopard . Other persons use this Replica Chopard Watches stated just to show off, but that is his choice. ?????!!!!!!!
commento di   marcoderossi inviato il 6 febbraio 2009
Io sono uno di quelli a cui sembra un libro dei sogni.

Brunetta non è in campagna elettorale. È Ministro, sa quali sono le disponibilità economiche del suo dicastero, e soprattutto conosce bene l'entità delle risorse che Tremonti potrebbe riservare ad un piano del genere.
Non è quindi ammissibile che presenti una proposta così lontana da anche una solo parziale attuazione.

Scendiamo nel dettaglio. L'idea di utilizzare gli SMS come mezzo per fornire - nel contesto scolastico - servizi alle famiglie è assolutamente inaspettata. Sarebbe costoso e inefficace.
Il proposito di attrezzare ogni scuole di tre aule informatiche è una non-soluzione. "Tre" è un numero vuoto. Quello che conta - a mio avviso - è il numero di postazioni e, soprattutto, la presenza di personale qualificato (e qui potremmo aprire una lunga parentesi).

La trasmissione e la notifica telematica negli uffici giudiziari è un ottimo progetto: bisogna però stare molto attenti a come questo verrà sviluppato a livello tecnologico e di privacy dei dati (vedi gli ammonimenti di D'Avanzo su La Repubblica). Lo stesso vale per il fascicolo sanitario elettronico.

Ottime le prospettive di innovazione del sistema catastale.

Il progetto di fornire ogni cittadino di una casella email certificata mi sembra fantascienza gratuita.

Insomma, condivido lo scetticismo di Paolo; non mi è comunque chiaro come avrebbero potuto infilare, in un piano di sviluppo della PA, qualcosa sul cloud computing.
Ho paura che le web application per l'e-government - in Italia - non avranno bisogno di un'architettura cloud per ancora parecchio tempo.

E voi cosa ne pensate?
commento di   NelloI inviato il 6 febbraio 2009
Non concordo sulla valutazione e sono molto più critico. Mi sembra di rileggere i documenti di Stanca.
Il Piano Egovernment 2012 presentato dal Ministro Brunetta contiene tre elementi positivi, sottolineati in questo senso sia Lucarelli (Assinform) che Tripi (Confindustria):
parte dai progetti pre-esistenti, in una logica di stretta continuità;
tenta di dare una strutturazione per schede-progetto, con uno sforzo di chiarezza e di sintesi senz’altro meritevole;
espone la situazione di arretratezza italiana senza particolari reticenze, anche se in qualche caso pecca nell’accentuarne le negatività.

Per il resto, il Piano è un disastro da più punti di vista:

di progettualità;
di credibilità;
di coerenza.

La progettualità è assente. Non si comprende quale sia il disegno complessivo sull’Innovazione, se non la sterile riduzione che lo scopo è di ridurre i costi aumentando la produttività.
Del resto, su alcuni capitoli fondamentali, come quello delle Infrastrutture, il piano è latitante (si dichiara che il progetto è da definire), ed in generale, dopo aver puntualizzato l’arretratezza culturale italiana sull’uso di Internet, non c’è nessuna azione progettata per contrastarla.
Non ci sono, allo stesso modo, azioni di impatto sul fronte del technology transfer, a supporto dell’università e del rapporto tra centri di ricerca e imprese. L’obiettivo 2 sull’Università si riduce all’introduzione del wi-fi e l’obiettivo 23 sul technology transfer si riduce a rilanciare l’Agenzia sull’Innovazione, senza specificare quali attività siano in piano.
In questo piano non c’è nessuna strategia di fondo per il Sistema Paese, ma solo la buona volontà di riordinare quanto già in atto. Una manovra da bravo impiegato, senza competenze su questo tema e senza reale comprensione del tema trattato e delle priorità strategiche, ma con la preoccupazione vigile e presente di prevedere citazioni solo per l’ex ministro Stanca, evitando accuratamente di s

inserisci un commento


Registrati ora al Cannocchiale per inviare un commento,oppure registrati direttamente al gruppo per partecipare attivamente con i tuoi articoli e post.
Se sei già registrato, effettua prima il login al cannocchiale o al gruppo.


informazioni sull'autore
ISCRITTO DAl
5 febbraio 2009
attivita' nel GRUPPO